Il gioco vale davvero la candela?

5 10 2008

La vita è un continuo sali e scendi, e si sa. Tempo di parlare di come sia possibile andare incontro anche a cose di cui “di fondo” si sarebbe indisposti (come la classica “botta e via”), tempo di parlare di come anche negli incontri occasionali di possa essere una bella dose di pornoromanticismo, che le riflessioni su quanto davvero valga la pena lasciarsi andare alla curiosità di una nuova conoscenza mi assediano.

La risposta è data dal “ciò che viene dopo”. Se questa persona con la quale abbiamo una fuga d’amore scompare, non c’è più modo di vederla, e anzi anche quando chiedete onestamente di fare una passeggiata ci dice di non o non ci risponde, allora scatta la classica “presa a male”. Il pornoromantico vuole dare un peso alle cose, un valore. E gli spiace sapere che per quella persona non esiste più, in qualsiasi maniera. Sapere invece che si è dato qualcosa di buono, che il ricordo di te permane, è cosa che fa piacere.

Perché è scontato che una “botta e via”, un incontro avvenuto in una notte, non potrà avere chissà quale seguito. ma avere cmq notizie di quella persona, poterle dare un cd, poter condividere un caffè, è importante.

Insomma, quando non ci si incontra più “per scelta”, perché instaura un muro contro di te, e quando non si vede alcuna prospettiva con Lei, nemmeno un sms per sapere come sta o gli auguri di compleanno, cala una sorta di “tristezza”, di rimorso, che fa pensare come non valga la pena scopare una volta appena conosciuti. Che ridà valore al piacere di un rapporto duraturo, di un fidanzamento vero che porti a viaggiare e scoprire tante cose insieme. Anche nel sesso il rapporto duraturo da molto, moltissimo. Ci si conosce meglio, si viene di più e meglio.

Insomma, la domanda che rivolgo a tutti è: il gioco (quello del conoscere e conquistare una donna pur non volendo o potendo avere una storia), vale davvero la candela?