E vai con le prime delusioni…

23 04 2008

Che con una ragazza uscire sia bellisismo la prima volta, stupenda la seconda, e dalla terza volta in poi cominciano a uscire i lati non visibili di primo acchitto, lo avevamo detto anche in post precedenti. E questi lati non sono sempre quelli che ci aspettiamo, e tutto non è “rosa e fiori”.

Ora, un conto è scoprire che Lei preferisce i Rolling Stones quando voi impazzite per le armoniose melodie dei Beatles, un conto è che la sua serie tv preferita sia Sex in the City e non Lost, un conto è invece sapere che sulla vostra luminosa storia aleggia l’ombra di un uomo passato.

Dissi sempre su queste pagine che non c’è cosa peggiore di far pesare rapporti passati su quelli presenti, che il comportamento di un altro sia indice di sospetto per ciò che faccio io, che gli errori degli altri ricadano su noi che non c’entriamo NIENTE.

Oltre la generalizzazione, possiamo parlare dell’ennesimo caso in cui esco con una persona, ci si entusiasma, ci si fa prendere dal grosso trasporto e… poi…come per (dis)incanto: lo STOP. Arriva il momento dei patimenti cerebrali, del pensiero sul “ma come”, “perché”, e su analisi che per un uomo sono spesso incomprensibili. Non ci sono dubbi che la donna sia più controversa, e l’uomo più lineare (attenzione: sempre in linea generale)… Ma sentirsi dire che c’è sempre qualcun altro che disturba l’andamento di un rapporto, è davvero stancante.

Prima di tutto perché quasi mai la donna dice da subito che c’è un altro o che è uscita da un rapporto da 2 settimane. E che, quindi, è per natura ancora influenzata da esso. Appare sempre come un animo leggero e spensierato, con una emancipazione caratteriale sorprendente. E poi? Si scoprono debolezze clamorose, e ciò che è peggio, mancanza di personalità.

Mi chiedo ad esempio: come è mai possibile che non si riesca davvero a stare soli per un po’? Come mai dopo una settimana che non si scopa, si chiama “l’ex” perché è la cosa più facile da fare? Come mai se avete preso una decisione, quella di lasciare, non riuscite poi a portarla avanti davvero?

Insomma, uomini e donne sono deboli su questo punto di vista. L’uomo non tiene a bada il pisello, e quell’abitudine a fare sesso che c’era quando si era fidanzati, ora che manca è difficile da controllare. La famosa astinenza. Il sesso è purtroppo uno dei motivi principali del “ritorno dell’ex”, sia perché è molto eccitante rivedersi dopo un mese e scopare con un piglio assolutamente diverso, sia perché sulle ragioni per le quali si lascia una persona pesano sempre fattori come “indipendenza” o “mancanza di affinità caratteriali”, che non il fattore sessuale. Quello funziona sempre… se non altro perché se si sta insieme un anno, non ci si può stare senza fare l’amore alla grande.

E quindi… dagli sms alle prime uscite… dalle uscite più costanti alle delusioni, con la solita, stessa, amara domanda: possibile che alla fine le donne sembrano essere davvero tutte uguali, anche per chi come me professa unicità e diversità tra una persona e un’altra?

Un amaro che stringe il fegato. Speriamo di uscirne presto.





Dall’sms alle prime uscite…

18 04 2008

Che dire: coincidenza con il blog vuole che questi giorni sto vivendo una storia di pura Primavera. Il risveglio sei sensi, la programmazione di un qualcosa per il futuro, il pensiero verso delle cose belle e divertenti.

L’sms a cui ho fatto riferimento nel precedente post è ora diventato qualcosa di più. Conoscere una ragazza, e proporre di uscire, poi uscire, e scoprire gli interessi di entrambi, le passioni, eccetera. Si scoprono le carte in tavola e questa è la fase più delicata del rapporto.

Troppo spesso si finge per ottenere un fine, troppo spesso si stabilisce prima cosa si vorrebbe fare con una persona, e quindi ci si comporta “in un modo o nell’altro” a seconda di ciò che si vuole. E’ un peccato che non si faccia da subito la cosa più semplice: essere sé stessi. Dire da subito cosa si vuole (certo, dire “voglio scopare” è essere crudi e non intendo questo… anche se in alcune situazioni, vi dirò, è la frase giusta), ma soprattutto non apparire per ciò che non si è e che non si ha. Se sapete che chi vi sta di fronte è più interessato al conto in banca o alla vostra posizione sociale, non dovete rammaricarvi di “non essere nessuno”, visto che una persona che si approccia in una maniera così falsa e pretestuosa, non può certo appassionarvi. Almeno se seite dei perfetti pornoromantici.

Il pornoromantico guarda al cuore. Guarda all’essenza delle cose. Tutti partiamo da zero, tutti valiamo per l’anima che abbiamo, e quello sguardo o quel sorriso vale più di parole al vento o della vostra merdosa mini cooper comprata da papà.

Ecco, scoprirsi ogni volta in fiore uscendo con una persona con cui c’è sintonia, è probabilmente LA vita. Nel film “into the wild”, Sean Penn decreta col messaggio finale Life is true only is is shared”. La vita è vera, solo se è condivisa. Scoprire qualcuno con cui condividere, condividere una passione, una cosa che ci emoziona, è impagabile.

Vedere che quel piatto di pasta scalda il palato di entrambi, che quel raggio di sole trafigge entrambi, che quel cane apparentemente abbandonato fa piangere il cuore ad entrambi. Scoprire che non si è soli a questo mondo.

E in questa società individualista, non c’è davvero niente di più bello di vedere che non è solo il nostro cuore a pulsare per certe cose. Possiamo condividere queste pulsazioni con qualcuno di speciale… basta trovarlo.

Stasera ci rivediamo… la fase romantica si trasformerà presto anche in quella pornoromantica? Confesso che non ci penso ancora (o meglio ci penso, ma non è ancora preponderante), ma su questo blog saprete presto dove andrà questa bellissima strada che porterà presto agli intensi e nostalgici colori di un arancione tramonto, ma che almeno offrirà un cammino che, comunque vada, sarà valso la pena di poter essere vissuto.





Svolto l’angolo della sala…e le faccio una domanda…

11 04 2008

… credo che il bello dell’amore è fatto soprattutto della prima scintilla, di quel momento che si ricorderà per sempre qualora nasca poi una anche breve storia di sesso, di amicizia o di amore.

Anche quando non c’è seguito… non ci sono dubbi che anche solo l’attesa, la speranza che quelle due parole e quegli sguardi possano far nascere quello che uno immagina o vuole per sé, vive di un’adrenalina piacevolissima. Momenti che scorrono e si dimenticano, quando non c’è seguito, ma che almeno per un’ora il giorno dopo ci tiene impegnato con la mente… magari si spera mandando un sms se si è presi il numero… Quei momenti sono i più teneri e veri di un rapporto, quelli senza calcoli, quelli dove si è pronti a sacrificare le proprie abitudini, a lasciare i libri e a uscire di corsa per un semplice “usciamo?”, anche dall’altra parte della città.

Che brutto quando si è fidanzati, e un’uscita è programmata come un appuntamento di lavoro. Prima la palestra, poi la pizza al prosciutto, un articolo da mandare alla redazione e… ok, se c’è tempo ci vediamo. Anche quel fidanzamento ora piatto, vive oggi comunque di quei primi momenti, del primo pompino dopo una settimana che ci si conosce, di quella sera al cinema dove si è passati tutto il tempo a vedere il suo viso e non lo schermo della sala, di quel muretto dove ci siamo poggiati per baciarci alla luce delle stelle e di una mezza luna…

Così ieri, uscendo con gli amici, ho avuto l’opportunità di vivere uno di quei momenti… ho lanciato un argomento di mio interesse – sperando sempre di trovare una ragazza appassionata a ciò che appassiona anche me (sarebbe terribile sopportare di parlare di “uomini e donne” quando io la televisione nemmeno ce l’ho in camera…) – e c’è stato un riscontro immediato. La conversazione s’è fatta subito incalzante, i corpi dondolavano, le mani si muovevano, i sorrisi si sprecavano e si faceva a gara per parlare prima uno o l’altro.

Ora sto vivendo quei momenti dell’sms… della tensione di aver detto le cose giuste, della consapevolezza che solo essendo sinceri comunque si può sperare di essere apprezzati. Da buon pornoromantico, lascio anche le possibilità aperte a un’amicizia, conoscendo il valore di essa, e sapendo che oggi è più difficile trovare un’amicizia che una storia di sesso. Una storia d’amore? Diffiicile almeno quanto l’amicizia…

Per ora, mi accontento di vivere in quei sorrisi… e ti aspetterò… come fa l’allodola con la primavera, nei confronti del fresco vento scaldato dal riavvicinato, caldo, sole, che preannuncia una nuova, avvincente, stagione dell’amore.





Troppa pornografia nella vita e nei blog?

9 04 2008

Il post sulla “pornografia intellettuale” a cui mi riferivo domenica, ha avuto bisogno di momenti di stagnazione. Eh si perché essere fraintesi è facile, e spiegare cosa intendo con tutta questa “violenza dell’esplicito” è arduo.

Girando sul web ti rendi conto come tutto, troppo, sia messo sulla pubblica piazza. Credo che Pornoromantico sia un modo anche spiritoso di coinvolgere le persone in tematiche tabù di cui è giusto che persone che vivono quotidianamente storie sessuali e sentimentali dibattano.

Le provocazioni pronografiche alle quali siamo però soggetti oggi, sembrano avere proprio un bel nulla di romantico, dove la grande Carolina Cutolo intendeva il valore di quelle cose legate al sesso, che sono in quel sorriso malizioso mentre una donna lo succhia, o quella schiena sudata con la quale l’uomo spinge regalandosi totalmente fino a consumarsi. E col libro ha dimostrato che il pronoromaticismo sta in quello spazzolino da denti che diventa un vibratore, o in quel capitolo “oggi in culo si”…

Parole come scopate, pompino, ingoio e così via, è giusto che siano libere e spontanee. Ma non devono essere usate con quei toni e quei modi che vediamo sempre di più in giro. Rischiamo che il sesso diventi merce, rischiamo che ai violenti del sesso si contrappongano i bigotti, per naturale reazione.

Pronoromantico era un giusto “progetto culturale” secondo cui due estremi potessero essere uniti con un certo equilibrio. Non sarebbe bello che in giro si incontrassero solo persone propense a conoscere l’altro e a lanciarsi in belle avventure, ma conoscendone il valore e rispettando il partner?

Stare dalla parte di chi fa sesso senza preservativo ogni sera in discoteca senza ricordarsi il nome del suo partner, o stare dalla parte di chi fa crescere polvere sulle proprie parti intime perché crede solo in amori da principessini che si sacrificano l’un per l’altro senza alcuna tentazione, non sta bene a noi pornoromantici.

Credo di incarnare a ragione una sorta di insofferenza da parte dei pornoromantici per gli estremi, e cercare di seguire con equilibrio quel magico connubio tra “sesso e amore”, tra “erotismo e sensualità”, tra “intellettualità e spontanietà”.

Che i pornoromantici siano destinati a rimanere sempre più soli, se la società andrà avanti così?

Evviva il pompino dalla propria ragazza innamorata, ragazzi!!