Cunnilinguo, alias “leccata di fica”: un argomento che tira tra i pornoromantici

23 02 2008

La nostra pornoromantica Carolina è tornata sul mitico Cunnilinguo, proponendone la santificazione, o quasi :-)

Innanzitutto, se continuamo a chiamare così il sesso orale “da lui a lei”, non facciamo altro che buttare acqua sul già flebile fuoco della passione dei maschietti verso questa pratica.

In un precedente post ho affrontato il discorso, che però va riaffrontato proprio in virtù del “ritorno” della nostra guida sperituale sull’argomento… Introducendo tra l’altro una bella mappetta del piacere:

Da questa mappetta si può capire come la punta della lingua sia la più gradita alle femminucce… :) se Carolina spiega perfettamente emozioni e godurie della leccata di fica (da perfetta pornoromantica), non arriva però a comprendere la differenza che c’è tra il pisello e la fichetta. Una differenza che sta innanzitutto nell’ “esterno” contro “interno“: mettere la lingua su un qualcosa che è fuori è più facile che metterla in qualcosa di interno. E’ una cosa psicologica elementare, non ignorabile.

Premesso che la leccata di fichetta può essere un qualcosa di sensazionale e fantastico anche per i maschi (e non solo per il recare piacere all’altra, cosa che le donne affermano spesso: “faccio il pompino perché mi piace farti godere a te.” Grande falsità!!!) , le differenze”di base” ci sono e sono innegabili. Ma pensate ad esempio alla sicurezza, alla contraccezione, alla prevenzione delle malattie sessuali: se nell’uomo basta mettere quella cosa poco gradita ad entrambi che è il preservativo, nella donna non si può fare un bel niente. E siccome il rischio orale c’è al pari del rischio vaginale o anale, il motivo della difficoltà iniziale – perché solo di questo di stratta a mio avviso: di remore iniziali (non esistono, spero, casi in cui un fidanzato non lecca la passera della sua ragazza con la quale sta da 6 mesi) – è presto spiegato. Dopodiché comprendo perfettamente il bisogno di voi pornoromantiche.

I pornoromantici perché discutono tanto del cunnilingo? Perché ci tengono. Perché vogliono essere sozzi (!), e vogliono riflettere su certi tabù e limiti psicologici, sapendo che certe cose, se si sapesse farle, sarebbe meglio per lei e per la coppia usarle! Siamo una cerchia di amatori e amanti, di innamorati e maniaci. Vogliamo migliorare, capire, comprendere.

Così la nostra pornoromantica ributta i maschietti sul fuoco del cunnilinguo e ci porta nuovamente a riflettere sul come una fica pelosa non ci attiri, su come possa avere un sapore sgradevole, e su altre cose che abbiamo vissuto e non ci sono piaciute. E pensiamo a quella volta di quella fichetta tanto buona e succosa, di quella così liscia e perfetta da volerla quasi staccare con quelle labbra! Non credo che le donne lecchino un pisello qualsiasi: credo anche e loro gli deve piacere. Ugualmente noi. Creare un mito del cunnilinguo, e insinuare dubbi e paure tra giovani e meno giovani che si approcciano al sesso e che vogliono capire sempre di più sull’altro sesso, è controproducente.

Pornromantici: fate semplicemente quello che sentite, e non razionalizzate troppo i vostri rapporti. Non chiedete niente al vostro partner, e lasciatelo fare quello che vuole lui. E, infine, non giudicatelo per la prima e la seconda volta. Se ci tenete, provate  a vedere che succede dopo qualche settimana… se è il vostro pornoromantico che cercavate, vedrete che crescerà di volta in volta! E vi stupirà. Se non crescerà…beh, lasciate stare ;) )





Lo splendore delle sue tette

20 02 2008

Scusate se oggi voglio fare un omaggio esplicito alle tette.

Se non c’è il rischio che esse siano sottovalutate (i tettofili regnano sovrani tra gli uomini), c’è però l’impressione che possano essere viste come una ossessione “da pippe”, dimenticando quante cose belle si possono fare nell’atto sessuale con questo bel paio si sfere di carne, dure, sode e liscie… da leccare tutte…. mmmm meglio che mi fermo!

Non me ne vogliano “le piatte”, ma oggi non si parla di voi. Potete avere un sorriso fantastico, e da parte mia il vostro bel sederino avrà sempre un ruolo di primo piano rispetto alle famigerate tette, ma oggi si parla di tutte le donne che possono offrire dei giochi sessuali che voi non potete offrire :-)

Abbiamo subito messo sul fuoco un bel po’ di argomenti. Ad esempio abbiamo parlato di tettofili. Ci sono i culofili (eccomi!) e i tettofili. Uno spaccamento a metà simile a quello che c’è tra centro destra e centro sinistra in Italia… E, per proseguire il paragone con la politica, c’è anche qualcuno “fuori dal gruppone”, che è appassionato dei piedi e delle vaciglie, altri guardano ossessivamente collo e spalle… certo tette e culo sono le due cose che regnano. Ma qualcuno che vuole distinguere c’è, anche se rimane una minoranza (a proposto di politica: non disperdete il vostro voto ad aprile!).

Per non spingermi però troppo sul “porno”, bisogna dire che ciascun amore fisico che un uomo ha verso le parti femminili corrisponde comunque a delle emozioni non solo sessuali. Nelle tette l’uomo cerca la sicurezza, cerca quell’affetto materno che gli manca, cerca una sicurezza. Abbracciarle e sentirsi avvolti tra le tette, sentirsele sbattute in faccia: ci rimanda veramente ai primi mesi di vita, dove una tetta era sempre a nostra portata di bocca! … a poterne leccare così tante volte tutti i giorni!!

Dopodiché, è evidente che sessualmente parlando queste possono essere strumento di diverse godurie. Stringere al proprio corpo il busto di lei, e sentire che ci sono queste cose tra la tua pancia e la sua, è fantastico. Sentire il rumore che fanno quando si è entrambi sudati, sentire questo calore immenso che si sprigiona dal suo corpo verso di te, impagabile.

Innegabile poi il piacere della “mitica” (perché di mito si tratta!) SPAGNOLA: sentire (e vedere) i due seni schiacciare e muovere il nostro pisellino, è idilliaco. L’idea che l’uccellino possa essere mosso non con le mani ma dalle tette e basta, è di per sé troppo arrapante. E se pensiamo che la spagnola ideale include anche la venuta (confesso, quasi impossibile per chi ha una certa resistenza, più facile per chi soffre di “esplosione precoce”), le tette diventano sogno.

Come ci piacciono queste tette? Beh, è evidente che i fattori di valutazione sono: taglia (la terza piena, detta anche “abbondante”, è l’ideale), durezza, sodezza. E, attenzione: IL CAPEZZOLO! Una bella tetta non può prescindere da un capezzolo all’altezza! Il capezzolo detto “a braciola” è terrificante, perché non permette nemmeno una sacrosanta leccata. Il capezzolo turgido, duro, che va all’insù, è l’ideale.

La tetta “da mamma” anche può avere il suo perché. Molti impazziscono dal “essere immerso e affogato dalle tette”, e anche una quinta molle può creare un arrapamento senza precedenti. Se volete un parere dal vostro pornoromantico preferito: voto per la “terza piena” tutta la vita… anche perché lascia aperto il discorso sul culo. In che senso? E’ molto difficile che chi ha una quinta abbia anche dei fianchi e un sedere all’altezza. Ci sono anche alcuni casi di quarta e culo misurato, ma son casi da sturbo… che è melgio che non incontro. Rischio l’infarto. E loro il massacro!!
Da un culofilo come me parte comunque un completo, chiaro e sincero inno alla tetta, un ringraziamento a Dio per averle create, e un abbraccio stretto stretto a tutte le belle donne che possono regalare tante emozioni ai noi maschietti grazie alla loro mente giocherellona (meglio se perversa! nel senso buono…) e – ovviamente – alle loro fantastiche TETTE.

spagnola.png

troppo esplicito?? :) )





Le pause… i “periodi”… quando non si cerca né il sesso né l’amour

16 02 2008

Eccoci di ritorno da un paese spaziale. Quello dell’attesa. Ci sono periodi di una persona in cui la ricerca dell’anima gemella sembra essere un’ossessione, e altri periodi in cui non se ne vuole nemmeno sapere. E non si cerca nemmeno la “sana scopata”. Nè con la più classica delle “trombamiche” (per chi non lo sapesse: quelle amiche che ricercano a loro volta un “trombamico” e con le quali quindi oltre ad avere un rapporto di amicizia – che so: cinema, feste, studio insieme – si condivede anche l’intimità ogni tanto), né una nuova donzella da scoprire (in tutti i sensi…).

Avrete sentito spesso dai vostri amici, quando vi confidate sui vostri sentimenti e sensazioni riguardo l’amore e il sesso, la frase “ma sono periodi!“, oppure “va a periodi!“. Effettivamente se la vita è una continua ascesa e discesa, anche le nostre emozioni sono fluttuanti almeno quanto le altre cose della vita. E’ fisiologico. E’ fisiologico scendere, è fisiologico starsene fermi dopo un’accelerata.

Ecco, per quel che mi riguardo sono in uno di quei periodi in cui non starei con una ragazza nemmeno se me lo chiedesse… Perché? Probabilmente c’è voglia di fermarsi, e guardare. Osservare. Far maturare dentro di sé quelle piccole esperienze che si è avuti nell’ultimo anno, e dargli una “valutazione”, classificare queste esperienze per importanza, cercare di capire quali ti hanno dato qualcosa, cosa di buono, cosa di cattivo. E poi, quindi, ripartire. Evitando gli sbagli fatti, cercando invece di perseguire quelle cose positive che abbiamo capito.

Il miglioramento di una persona passa sempre per una pausa, per un periodo in cui si deve stare fermi. Come un corridore che fa 5 km e per ripartire e rifarli con la stessa intensità deve assolutamente fermarsi a rifiatare e a bere dell’acqua. Ecco: sto bevendo acqua.

L’uomo si distingue dall’animale perché sa modellare i propri comportamenti, sa gestirli, sa limitarsi, sa cambiare. Mi fanno ridere quei rinoceronti (uomini e donne) che professano il “io sono così“, oppure “devo essere me stesso“. Cosa è “essere sé stessi”? Chiediamocelo, perché un conto è cambiare la propria natura, un conto è modellare dei comportamenti, partendo da sé stessi, appunto, in rapporto agli altri. Credo che la seconda cosa si possa fare, la prima no, è controproducente. Prima o poi, per quanto fuorviati da una situazione talmente bella da rischiare di poterci cambiare totalmente (come un lavoro molto stimolante e remunerativo, una bella donna, un cambio di luogo dove si abita), si RITORNA. Si ritorna alla propria natura, si ritorna verso ciò che si è stati, verso il proprio luogo, verso i propri “antichi amori”, verso la natura di ciò che si è.

Ecco che nella vita frenetica di tutti i giorni, fermarsi è una cosa che tutti dovremmo fare ogni tanto. Non essere ciechi nei confronti delle persone che si incontrano in quel “periodo”, ma essere bravi nel tenere dei rapporti senza dargli quella sferzata finale, cercando di rimandare”l’esperienza” a altro periodo. Perché chissà che nel mentre viviamo uno dei momenti di stallo  della nostra vita incontriamo proprio l’anima gemella! E dobbiamo riconoscerla comunque, aspettando.

Il Pornoromantico non è un animale, e quindi, per vivere intensamente e per dare valore a tutte le anime con le quali si è congiunto, deve fermarsi, riflettere, eventualmente ricercare anche delle persone che si sono avute, e parlarci. Se invece siete “animali da sesso”, cambiate pagine, che qui vogliamo dei bei sani pompini, delle gran belle scopate, ma dando il valore che si meritano sia il sesso che – ovviamente – l’amore.

Seppur in ritardo: buon San Valentino a tutti! Che la dolcezza e il romanticismo possa accompagnarvi comunque durante tutto l’anno. Scopatemi bene, mi raccomando.