Il dolore nel sesso.

29 05 2007

Alla donna piace il dolore? Piace la violenza? E all’uomo?

Sicuramente come concetto di dolore e violenza, fini a loro stessi, ai pornoromantici non piace sia l’uno che l’altro.

Ma quante volte sentiamo il desiderio di “andare oltre”? Il sentire fino in fondo da parte della donna, e il darlo con ritmi elevati e con tutto il peso del corpo da parte dell’uomo, sono una esigenza vera e reale.

Relativamente al “di più”, recitato quasi puntualmente ad ogni rapporto sessuale dalle partner, ci sarebbe da dire molto. Innanzitutto, è una cosa psicologica. in verità non vorrebbero mai sentire il male, il dolore fisico, ma vorrebbero semplicemente ESSERE RIEMPITE. Per far questo, c’è vario modo da parte di un bel maschio dotato o meno dotato, ma la psicologia del desiderarlo e dell’acclamare questo magico riempimento è indubbiamente importante.

Insomma, dolore e violenza come “idea”, ma non come dato di fatto. Quando si cerca davvero il dolore fisico e la violenza (con tanto di segni sul corpo), questo diventa sadomaso. E al pornormantico, proprio perché nel romanticismo non ci sono certo lividi e graffi, non interessa minimamente. Anzi.

E’ chiaro che quindi, in questo doppio binario godimento /idealizzazione romantica ci possono essere diverse varianti nell’atto, e, per fortuna, tutto è imprevedibile. Innanzitutto, il fatto che l’uno riempia l’altra e ne goda per questo, e l’altra venga riempita e ne goda altrettanto, incarna perfettamente il pensiero pornoromantico.

Accade quindi che dopo un bel pompino e un prolungato ditalino, i due organi siano così caldi da non sopportare più la loro lontananza e acclamarne invece la perfetta unione…

L’inserimento è così morbido, tenue, dolce… lui penetra con dovizia, e gli occhi dei due si incrociano ora da perfetti amanti, ora da complici del godimento. Dopo le prime scuotiture, lei comincia ad avere un afflusso di liquido lubrificante non indifferente, e presto si abitua al pennello che ha dentro. E’ lì che entra la fase: SPINGI! Seguita dal: FAMMI MALE!

L’uomo saggio potrebbe non rispondere molto a questo reclamo, ma colui che è guidato dall’istinto, e a volte anche da un certo orgoglio, tende così a rafforzare lo sforzo, e concentrarlo sulla spinta e sulla velocità di penetrazione. Si arriva così al totale impazzimento della bella senorita che si è conquistata… e all’ulteriore rafforzamento della spinta…

Segue il momento in cui lei può sentire dolore, e al momento in cui, nella totale lubrificazione, il pisellotto può scappare via e non rendendocene conto ricolpire la patata non mirando bene e quindi andando a colpire ad esempio il sederino.. e facendo un male storico!

Purtroppo lo sgusciamento del pisello, quando si fa forte forte e quando si è tremendamente eccitati, capita spesso. La peggiore cosa che mi sia capitata è stata quando una bella gnocca (lei 20, io 24) mi chiese di farlo “a pecorina” (testualmente mi ha detto: “mettimi a pecorina, mi piace troppo”); e in quella posizione si muove il corpo della donna come se fosse il prolungamento del proprio… ed ecco che, purtroppo, uscendo e rientrando a una velocità spropositata (speriamo non ci fosse l’autovelox…), col pisello duro quanto una spada, e col mio peso del corpo non proprio sottovalutabile (quando uno è alto quasi un metreo e 90…), non ho centrato nel preciso punto la patatina, ma strusciando uno dei due lati. Sfregando qusto pezzo di marmo sulla patata, ho semirotto il labbro, e non vi dico le litrate di sangue che sono uscite. La coperta è ancora in tintoria, al terzo lavaggio… non sarà facile togliere tutto quel lago… Battuta a parte, immaginate però la paura del momento, e la forza psicologica che abbiamo dovuto avere sia io che la mia partner per controllare una situazione del genere, dove entrambi non sapevamo minimanente cosa potesse essere successo. Lei per fortuna rideva… forse era divertita dal fatto che le avessi spaccato letteramente la fica… evidentemente non era proprio una pornoromantica, ma una vera porcoamatrice!

Il dolore insomma non è certo una cosa bella quando è reale e fisico. Vedere laghi di sangue e soffrire per una pisellata troppo forte non è bellissimo… è bello invece sentirsi riempiti e amati fino all’estenuazione fisica dal proprio amato.

Insomma, pornoromantici veri d’Italia e del mondo, unitevi e soddisfacete le donne più belle, dolci e meritevoli che incontrate, donando tutti voi stessi, ma controllandovi., Come diceva un vecchio spot: la potenza è nulla… senza controllo!

Godete, godete godete. Sudate sudate sudate. Ma non fatevi del male!

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Una vera pornoromantica

17 05 2007

Il “Sonetto del Cazzo” che potete leggere nel suo blog, meriterebbe un controsonetto, al quale penserò. Nel frattempo, posso solo che citare questo magnifico pezzo letterario, relativo, ovviamente, alla sfera porno della pornoromantica, ma che certo denota un bel po’ di sano amore per il membro maschile, e… per la sua esplosione di gioia.

Oh cazzo dell’ossimoro il signore
tu dolce e duro assieme sai parlare
ad ogni mio sospiro con ardore.

Uccello di metafora il giullare
tu fai spiccare il volo dell’amore
a me se il canto tuo so liberare.

Tu sì che fai godere questa bocca
che più che mai desidera affondare
fin dove la tua punta non mi tocca
laddove è un po’ rischioso stuzzicare.

Ma tu sei in questo istante il sol pisello
che merita l’ingoio più perfetto,
peccato per la tosse sul più bello!
Oh cazzo, avresti mica un fazzoletto?





Il Pompino equiparato al Cunnilinguo

17 05 2007

Uno dei maggiori crucci del libro di Pornoromantica è la mancanza di considerazione che ha la leccata di figa rispetto al pompino.

La Cutolo ne propone una equiparazione, da donna. Anzi, propone: “donne, state sul pisello del vostro uomo quanto lui sta sulla vostra patatina!”.

L’equiparazione tra il succhiare il pisello e la fica, però, non sussiste. Il pisello innanzitutto “esce fuori”, mentre la farfallina femminile è nascosta, è tutta dentro. Con la lingua si può ovviamente operare sulla parte più esterna, cercando di provocare una goduria clitoridea più che vaginale. Ma Carolina ignora come il pisello, almeno nella sua punta e nei primi centimetri, dove in effetti si concetra l’atto del pompino, sia liscio, tondo, morbido, tondo. Un bel vedere, se pensiamo poi alle pallotte e al’attaccatura del pisello tra le gambe (il famoso “tronco”, la base del pene). E averlo in bocca riempie. Da una sensazione sicuramente di incredibile di potere alla donna. Lo tiene in pungo l’uomo. Anzi, per la bocca. Lo domina. E’ tutto suo, li può solo che ansimare. A noi uomini ci fa dire: “beata te che lo puoi avere in bocca!” Lo desidereremmo anche noi.

A parte i gay, però, non succhiamo piselli. Proporre l’equiparazione tra il leccare la fica il leccare il pisello secondo me è come equiparare il leccaggio del culetto femminile a quello maschile, o ancora tra il capezzolo maschile e quello femminile.

Sorvolando sul seno, sulle tette, dove la differenza tra ciucciare il petto mascile e quello femminile credo non abbia bisogno di spiegazioni, posso parlare del culetto femminile e di quello maschile.

Depilazioni a parte, che rendono difficili valutazioni naturali come sto facendo in questa sede, il sedere femminile, quando è tondo, liscio, muscoloso… BELLO, è obiettivo di leccate da parte dei maschietti più passionali e amanti del culo femminile.

Ho fatto certi bidè nella mia vita… provo un gusto incredibile nell’atto del trovarmi soffocato da due chiappe perfette. Sembrano dipinte da Michelangelo. Non credo che trovarsi tra due chiappe maschili possa suscitare lo stesso piacere. La donna si troverebbe con dei pelazzi in mezzo alla bocca, e codesti peli sicuramente servono per proteggere il sedere, e incontrano chiaramente le nostre feci durante il giorno. Lavandoci comunque e facendoci il bidè (almeno un perfetto pornoromantico ci tiene alla pulizia delle sue parti intime in maniera rigorosa), rimane che psicologicamente leccare dei peli situati laddove esce la cacca, non è bellissimo.

Questo ci fa arrivare alla doppia conclusione che a mio parere smentisce totalmente questo tentativo di equiparazione: uno, come per il sedere, dipende di che figa si tratti. Due, che la bellezza dell’uno rispetto all’altro è totalmente diversa, e se il pisello è qualcosa di spettacolare (cioè: dà spettacolo), la figa sta là, è nascosta, e non fa spettacolo!

Ultima mazzata a questa equiparazione la dà il fatto che quello he io chiamo “succo di fica” sia acido, e di cattivo gusto sulla lingua e sulle labbra. Poi incontriamo i peli, che spesso ci graffiano anche il viso sulla barba appena fatta. Sena parlare dell’odore, a volte nauseabondo, ma certo dipende dalla donna che ha poco cura di sé… ma penso anche a come per noi sarebbe impossibile produrre “naturalmente” simil odore! Incontrai una volta una, che aveva un odore di pane annacquato nel latte, e lasciato fuori dal frigorifero da almeno tre giorni…

Un pornoromantico, non è solo porno ma anche romantico. Non è una bestia, ma gli piace la donna, la femmina. Ma gli piacciono le cose belle. Non gli piacciono le zozzate a tutti i costi, non segue i film porno, non insegue tabù ridicoli.

Penso al libro, quando Caterina afferma che non potrà mai capire pratiche come la “cascata dorata”, o il fatto di farsi del male a vicenda (sadomaso). Concordo, anche l’uomo pornoromantico non vuole questo.

Di conseguenza agisce spontaneamente, seguendo l’emotività. La donna la ammira, vuole accarezzarla, e mentre le fa un pompino, prende il suo viso, la guarda negli occhi e la bacia delicatamente, come di seta, di velluto.

La fica della sua amata può essere stupenda. Ricordo una leccata di 25 minuti alla mia ragazza, che sgocciolò dal piacere, le se dilatò così tanto che misi naso e bocca dentro…. insieme. Le leccavo il sedere poi, e il pisello entro in un solo colpo manco ci avessimo messo due chili di vaselina. Stavamo su un divano rosso.

Ma la leccai alla mia ragazza, dopo momenti e momenti passati insieme, di passione e di amore. E sapendo di quanta cura avesse della sua farfallina.

Se una donna può fare un bel pompino all’uomo la prima sera (ma anche qua, obiettivamente, si cambia da pisello a pisello: certi fanno veramente tristezza… altri sembrano fatti apposta per passarci le ore sopra, vero pornoromantiche?), un uomo non fa un cunnilinguo con lo stesso piacere. Parliamo dei pornoromantici. Chi cerca gli animali ci stanno, ma gli animali hanno poco sentimento, e poco valore delle cose, e della stessa leccata.

Probabilmente la leccata della fica non la si dà proprio perché in quell’atto c’è un valore riconosciuto, un valore diverso dall’atto meccanico di farlo. Non essendo una cosa spinta dalla natura, anche porca, del pornoromantico, la si esegue con dedizione e maestria quando scatta quel qualcosa di incredibile. Probabilmente, per un pornoromantico, è una delle cose piàù forti che può fare a letto.

Cara Carolina, spero di averti convinto ma, per fortuna, so già della coscienza che hai rispetto al paragone tra il cazzo e la fica, e sai come se l’uomo può essere anche solo un cazzo, la donna non è mai solo la fica, ma è nelle tette e nel culo in primo luogo (a stretto livello sessuale parlo) , mentre un uomo col bel cazzo spesso viene considerato proprio soltanto per quello! Voi vi eccitate per il bel pisello, non nel vedere due tette sode e dure, un culo tondo e sinuoso, e magari due coscie da sturbo…

Donne… siete stupende! Che ci posso fare? A voi vi ha dipinto Michelangelo! Peccato che non vi abbiano dato un organo sessuale liscio, tondo, sporgente e profumato! Che noi scimmioni – uomini abbiamo!

Ritorneremo chiaramente sul pompino, e su quello che rappresenta per l’uomo, e di come ne gode un perfetto pornoromantico. E’ uno dei passi più importanti per capire se si può essere considerati e riconosciuti come tali!





Se prima era solo una intenzione…

16 05 2007

… il destino mi ha portato a farlo veramente.

Cosa? Fare il “Pornoromantico”. Che significa? Dopo aver letto, ed essermi appassionato, al libro (prima al blog) di Carolina Cutolo, ho pensato subito: mi piacerebbe dare delle risposte a tutto ciò che ha scritto questa, audace, ragazza.

Eh sì, perché ci ho trovato veramente degli spaccati di realtà grandiosi. Pornoromantica è il neorealismo della scrittura, è il Tinto Brass della letteratura, lo Zucchero delle parole scritte.

E’ esplicita, racconta le cose come stanno dando a loro un nome e un cognome (che sono quelli che diamo tutti quanti), piace giocare su doppi sensi, ammiccamenti, strusciamenti.

Dopo aver avuto l’idea di poter seguire la strada da lei tracciata rispondendo a tutte le provocazioni, alle domande e alle risposte date da una donna in tema sessuale amoroso, ho incontrato a Trastevere indovinate chi? Carolina Cutolo.

Era con le telecamere di Lucignolo e, pensate, mi fermano chiedendo se avessi letto il libro. Inutile dire che ho risposto con entusiasmo di sì, e con Caterina c’è stato un bel siparietto. Sono stato spontaneo e credo di aver detto l’uno per cento di quello che avrei voluto dire, e trasmesso il 5 % di quello che avevo dentro riguardo tutte le cose che avevo letto.

Ricordo che mi sono soffermato particolarmente sulle inculate. D’altronde mi ha sorpreso come la Caterina del libro (che è uno pseudonimo usato dall’autrice per raccontare le sue esperienze) parlasse del sesso anale, o meglio del pisello in culo, con quella dose di dolcezza e verità che facevano delle sue frasi dei veri pulpiti di verità.

Il cazzone nel suo culo non era un film porno, né è una immagine da uomo pappone col sigaro che si fotte una prostituta per 150 euro. L’immaginario che da una vita si dà a certe “cose del sesso” è veramente orrendo, e irreale. Si è prima creato il mito del pompino (tanto è che gli insulti “pompinara” e “succhiacazzi” sono ancora in voga, come sottolinea anche l’autrice), e dopo che si è capito che è una cosa normalissima, ora c’è quello del culo. Sicuramente non è un obbligo, e obiettivamente se l’uomo ce l’ha piuttosto grosso e ancora di più se lo si ha duro come il travertino (caratteristiche a me care, grazie Natura), non è una pratica molto semplice. E soprattutto, non genera l’orgasmo nella donna, almeno direttamente.

L’inculata è un atto spirituale, un qualcosa che si fa perché la donna può godere troppo di sentirsi così porca e di far godere così tanto un uomo grazie alle sue splendide chiappe che lo stringono. E il venire nel culo, è forse la cosa più eccitante che esista, almeno per me.

Mi rendo conto che sono entrato subito nel vivo della questione, ma certo è importante sottolineare come una donna, se parla di queste cose è credibile perché è per sua natura dotata di sensibilità e portata alla riflessione anche per una semplice (ma è poi così semplice?) scappatella, o meglio “sveltina”.

L’uomo è spesso greve, un buzzurro, e continuamente assatanato. Ma l’assatanato può essere quello assatanato dal ricevere, e quello assatanato dal dare.

Io sono tra i secondi, quando vedo una donna non penso a quello che può dare a me, ma a quello che posso darle io. E a quello che le causa. Più specificatamente, c’è l’uomo che pensa davvero a toccare due tette e metterlo in una bella figa bagnata, senza nemmeno sapere il sapore della pelle sul collo della donna appena amata. Ma poi c’è l’uomo che ti guarda negli occhi come se lei fosse una dea, che ti sfiora e che sente un battito dal cuore così forte, che il pisello è una enorme mongolfiera che se ne sta su e vuole starci due ore (almeno).

Quando sento le labbra di una donna penso a quel suono che fanno i piedi sulle spiagge a sabbia fina, quel leggero stridere di violino unito al rumore del mare e delle fronde del verde. Nascosti troppo spesso da una tv troppo artificiale propensa a dettare stili e leggi come se le cose fossero sempre o bianche o nere, si è perso il gusto della soggettività, del proprio punto di vista, delle proprie emozioni. Spesso si agisce come se si fosse questo o quel personaggio.

Ad oggi, il miglior modo per fare sesso, secondo me, è quello di amarsi. E non piovono cazzi (appunto…) sul fatto che più si fa l’amore con una donna e più diventa bello, più si diventa complici, e sempre di più ci si sente uniti e autorizzati ad esprimere tutto ciò che si ha dentro senza imbarazzi e senza paura di non essere capiti.

Benvenuto nel mondo del Pornoromantico. Ed è solo l’inizio…